giovedì 7 aprile 2011

Nuovi orizzonti


Mi sa che sono proprio Taoista. Non che non mi piaccia la lettura o la scrittura, anzi! O che non mi piaccia ascoltare chi parla (I mean, 7asab, it depends) o (quando mi gira e soprattutto con CHI mi gira) parlare. But, non possiamo negare che la parola è solo una concettualizzazione che inevitabilmente ci allontana dal pensiero o dall’emozione che abbiamo nell’inconscio, in testa. Per dirla con il nostro Heisenberg: ogni parola o concetto, per chiari che possano sembrare hanno soltanto un campo limitato di applicabilità. E così la scrittura. Quando l’uomo ha perso la capacità di comunicare telepaticamente ha creato il linguaggio, la scrittura, che inizialmente era una rappresentazione grafica di oggetti, elementi per poi “evolversi” in segni concettuali. Le ultime scoperte scientifiche rivelano che l’uomo rispetto all’animale possiede degli elementi in meno nel DNA, quindi noi uomini siamo meno e non più come diceva per le donne il nostro Massimino. E la parola che ci dovrebbe rendere umani e superiori ci rende soltanto più fragili.
Nell’istante in cui parli di una cosa, essa ti sfugge… è un detto Zen, non lo dico io.
Mi sono sempre torturata per non saper dire quello che voglio dire nel modo in cui lo penso ma forse non è colpa mia forse è solo la consapevolezza  che se l’ascoltatore non ha la capacità di guardare al di là delle parole-segno non capirà mai nulla.
And so it is, I love you. Love yourself.

3 commenti:

  1. è verissimoa anche io non riesco mai a spiegare con le parole quello che veramente penso!
    Ma spesso le parole non servono a nulla...quando finalmente incontriamo altre persone a cui legarci mentalemnete per fotuna ci si capisce e basta! solo in questo possiamo sperare! E per tutti quelli che non ci capiscono chissenefrega l'importante è che ci campiamo con noi stessi!

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  2. cet i cet, cet infaccia a esse cett a copp amano cett: niente.

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